Idonea, mi fa un po’ paura ‘sta parola.
Mentre le notti si allungano.
Non ho una sigaretta da spegnere.
IO non mi voglio spegnere.
Adesso avrei bisogno di un tipo, uno qualsiasi, che abbia un culo sodo.
Un po’ di barbetta incolta.
A pizzicarmi l’anima.
E una storia da raccontarmi. Soprattutto.
E sono Altro.
Quella notte è stata lunga, intensa.
Con uno specchio ed un quadernetto rosa mi sono data da fare.
Ho aperto una linea di confine.
Non si comincia mai daccapo, per fortuna.
Sono sempre la stessa: mi piace che si dica il mio nome.
In una conversazione. Mentre si fa l’amore.
Lo preferisco ai vari “amore”, “tesoro”del caso.
E ho i brividi se mi vengono toccati i capelli. Ne sono gelosa in modo cronico.
Ma se non ho i brividi significa che quel qualcuno ha il libero accesso ai miei capelli.
Ma anche alle mie emozioni. Significa che mi lascio andare.
E’ molto che non permetto a qualcuno di toccarmi i capelli.
Sta qui il confine. Da quel molto.
Mi è stato chiesto di scrivere anche il mio Umore.
Una specie di emotion quotidiana, ho sottolineato, sorridendo.
E’ passata una settimana. Da allora.
Ho scritto 6 volte sono serena.
Una sola volta: sono nervosa. Ed era il giorno in cui avevo vomitato l'impossibile addosso a mio padre.
Posso dirmi una persona serena?
Eppure mi sento tante altre cose, oltre che serena.
Credo, anche, di aver messo da parte dei concetti inutili. Forse.
Dovrò ricordarmi che l’ho pensato, una volta, adesso.
Le volte che sembrerà il contrario.
Sembra una cosa assurda: più mi sforzo di prendere strade alternative, più trovo forze contrarie.
Io ci provo, io mi sforzo. Ma niente.
Ho provato anche a stare lontana da Lei: ormai il suo argomento quotidiano è nonandreinbrasile.
E ci ho provato a starle lontana, per ragionare libera, senza influenze. Ma puntualmente qualcosa mi spinge a lei, che si -devo dirlo- diventa in certi casi un buco nero.
Non ci capisco più nulla, mi verrebbe da dire che sono disperata, ma il termine mi sta antipatico, ma mi rendo conto che il post, se lo continuo, può prendere una piega disperata, rendermi disperata. So solo che io non ci capisco più nulla. A volte penso che abbia ragione Max. A volte ho paura.
Ho una strana botta nello stomaco, senza sapermela spiegare. Forse sto somatizzando. Questo cazzo di tempo poi, che non prende una piega. Il cell mi squilla, no, non ce la faccio a sentirmi dire di non partire, che la S.P. sarebbe un ottimo posto di lavoro, per un futuro assicurato, no ora non ce la faccio a starla a sentire. A volte ho paura che abbia ragione, ma non ci voglio cascare. No cazzo. Non ci voglio cascare.
Ho avuto delle strane sensazioni questa notte. Mentre eravamo insieme. Ho avuto la sensazione che quello non fosse il mio posto, ma eppure c’ero inchiodata. Dal piacere, da quel calore. Ma non aveva senso. Perché stavo bene, ma quello non era il mio posto.
Io ci ho provato anche a dirigere la mia attenzione verso tutto quello che non era scritto. Ma niente. Sembra che puntualmente qualcosa mi sia avverso.
Sembrerò una sfigata. Questo post di certo lo capiranno sul serio i miei amici. Loro. Loro che non possono prendermi per una matta. Solo loro.
Ho una scatola. Non l’ho aperta da quando è morta Rossella. Dentro ci sono anche le coordinate che non ho voluto più sbirciare. Da quando Lei se ne è andata. Perché mi sembrava tutto assurdo. Ed ero spaventata. Intimorita. L’ho chiusa. Da allora. E da allora Lui è venuto già due volte a portarmi altre coordinate. “Quando sarai pronta”. Ma vaffanculo. Stasera sento lo strano impulso di aprirla. Eppure non sono pronta. Forse è vero che ci sono delle deviazioni. Delle biforcazioni. Delle alternative, ma io non accetto che i punti di arrivo siano sempre quelli. “Può cambiare il modo in cui ci arrivi….quello volendo lo scegli tu. Con scelte giuste e sbagliate, con persone giuste e sbagliate. Con persone buone e cattive. Le alternative e le biforcazioni possono essere tante, guardale”. STI CAZZI. Che senso ha se i punti di arrivo sono sempre quelli? Che senso ha provare nuove emozioni, crederci anche, se poi i punti di arrivo sono quelli? Non avrebbero senso persone nuove, esperienze nuove. Ma che cazzodisensopuòavere. Nessuno.Nessuno. Uno più merdoso dell'altro poi: se penso ai miei due punti di arrivo. Che se ci penso ho reso polvere entrambe le strade. Non le vedo manco in lontananza. Ma non ha senso. Ma fai a fare in culo pure tu. Mi viene da dirgli. Con tutti i suoi anni e questa cazzo di storia di merda. No sta storia non mi scende. Non l’accetto. E non accetto tutte queste cose storte che mi vogliono convincere di quel senso. NoNoNo. Vedo che puntualmente qualcosa mi allontana da quello che provo a cambiare. No, cazzo, vaffanculo, le cose devono e possono cambiare.
Ho avuto anche la tentazione di bruciare tutto. Ma contemporaneamente mi è arrivata la sensazione che l’avrei fatta troppo grossa. Si, certo, ma vaffanculo.
Per un attimo ho avuto voglia di un abbraccio. Ma nessuno rappresentava il posto giusto, l’ho sentita chiaramente questa cosa. Né lei, né un alberto per cui m’ero sforzata.
Me ne sono andata a dormire incazzata e stanca.
Ora sono sveglia da 10 minuti. E sono le 17. Sono intontita. E ho avuto voglia di scrivere. Ma forse il blog è il posto meno adatto in questo senso.
Me ne vado a fanculo.