Dal primo freddo
Lancia i dadi ed esce dodici.
Ha mani piacevoli ed una bocca carnosa.
Ci penso. Mentre dalla cucina arriva la colonna sonora.
Ed un destino che mi ostino a dirottare.
Lo conosce il punto debole.

Mascara e bon bon, l'oro ci sta bene
La colonna sonora non è capitata per caso. Almeno quella.
La sposa sarebbe arrivata puntuale, me l’aveva promesso.
La macchina era parcheggiata moltomoltomoltomoltoLontano dalla chiesa.
Ero aggrappata ad un invitata, per paura di crollare dai tacchi.
Improvvisamente ho focalizzato di esserci già stata lì.
Proprio lì.
In quella Napoli così stretta e rumorosa.
Dove io con il mio abitino nero/lui in giacca e cravatta/lei in abito fucsia ….eravamo fuori dal tempo e dallo spazio.
C’ero stata un dicembre. Quel dicembre.
La mia memoria visiva aveva focalizzato dei dettagli di quel vicoletto.
Ed eccomi lì, per caso, a distanza di Tempo.
Strani scherzi del destino. Ho un po’ di tempo per pensarci a questo Destino, prima di arrivare alla chiesa di moltomoltomoltoLontano. Mi sembra che sia passato un secolo da allora, o meglio, mi sembra che quella dimensione sia sbiadita. Quasi non esistita.
Ma si: forse non è nemmeno accaduto nulla, quel Dicembre. A giudicare dall’assenza di strascichi, a giudicare dalla superficialità del Dopo,forse quel dicembre non è proprio esistito, magari è stato il frutto della mia fantasia, che non ha saputo nemmeno andare Oltre.
Poi mi ritrovo gli occhi di lui e di lei. E non ci penso più. Due occhi innamorati.
Era ora.
Mi stavo abituando alle scelte sbagliate. Ad occhi che non si trovano l'uno dentro l'altra.
Invece eccoli: vivi ed innamorati, promettersi qualcosa in cui credono. E che importa se abbiamo cominciato a mangiare dopo ben 6 ore dalla fine della cerimonia? Non importa nemmeno che sia stato fatto un tavolo dei single e che mi ci abbiano infilato dentro, costringendomi accanto ad un deficiente per interminabili ore.
Torno a casa, stanca. Ma piena, in qualche modo. Non solo delle 20.000 portate.
Sono felice per loro.
E anche per me, in qualche modo, nonostante questo costante stato di deriva.
E ora, ora che arriva il primo freddo, riesco a sentire forte l'Emozione.
E si: la vita è così bella che pare quasi inutile la mia intelligenza.