Viole e Violini
A te, anche quando mi nascondo.
Che ti arrivi il mio Pensiero.
Perché ci sia il modo per Lasciarmi Andare.
Tasti e Dolenti
Aveva trascorso la notte tra sogni di latte. E odori inconsistenti. Si stringeva a sé.
Al risveglio non era sola. C’era una pioggia tenera. Parlante. E le coperte le sembrarono più morbide del solito. Sotto, stringeva il seno in un corpetto giallo pallido. Sopra, aveva un desiderio, grande, grande quanto la sua paura.
Terreni così fragili le disegnavano il futuro.
E Lei era così vera nell’ammettere quei peccati.
Così fragile nella sua tenerezza.
Così morbida nelle curve.
Ce l’avrebbe fatta. Se lo ripeteva. Doveva solo crederci davvero.
Ed imparare il significato profondo di quei sensi.
Parlava di sé, dimenticando i se. Era piena di fragole Dentro.
Lei era violenta e volitiva, così viva da spezzarsi in due.

DaDentroAdentro
A te, dalle mani così grandi.
A te, così geniale tra le mia gambe.
A te, che mi hai raccolta in quel letto.
A te, che non hai paura della Me più vera.
A te, che mi racconti di quel neo nascosto.
E del Rosa che mi appartiene.
A te, che sei parte di me.